Se t’avvicini con naso alla tela pare di sentirlo ancora, l’odore del mare. Quello che sale dal porto, la brezza marina che dai rivi s’infila su, pei campi e la macchia; l’olio dei tonni in scatola col quale stemperava i colori, in mancanza di meglio. Ci mancava il covid perché l’opera di Mario Puccini (1869-1920) subisse in morte le tribolazioni in vita.
Grande riapertura delle Scuderie del Quirinale con la nascita della nazione italica. Rari capolavori raccontano l’Italia romanizzata, alla faccia del paese reale e di popolazioni tuttora ignorate
Ci sono mostre che nascono con la camicia, come certi pargoli, e altre pure. Di forza, però. È questo il caso della Quadriennale d’arte di Roma. Travagliata dalla pandemia, l’edizione diciassette – numero non fortunato, di suo – riaperta al pubblico, tale sarà, salvo ulteriori travagli, fino al 18 luglio.
Papà, chi è Barbablù? Un tale che ha ucciso tante donne Come? Col pugnale E non le poteva pistolettare?
La vita / è una pagina a mezzo / scarabocchiata un po’ / strappata via / da una pena più grande / del vivere
C’era una volta Il piccolo principe. Si limitava a girare pei mondi, in compagnia d’una volpe e poco altro. Figura destrorsa, come il suo ideatore, l’aviatore Saint-Exupery caracollato col suo caccia sulla Manica, ma chissà perché amatissima dal popolo di sinistra. Come Tex Willer. Vai a capire.
Cara commare / ci siamo sfiorati / in anni lontani / nell’acque di Circe / nella Krajna di sangue / sulla sierra cubana /
I musulmani uiguri sono dei simpaticoni. Girare in una delle cittadine del Nordovest della Cina dove pullulano con le loro scoppolette bianche, coi loro carretti e le loro friggitorie, nei mercatini dove dai grilli fritti agli scorpioni in salamoja non ti manca niente, è un piacere per gli occhi prima che per il palato.
Pareva la fine del mito vaccinista, e invece no. La tragica fuffa Astrazeneca s’è presto involata, Draghila s’affretta a dire che tutto riparte come e più di pria, “lo stato c’è e ci sarà”, come alla sceneggiata televisiva a reti unificate della giornata delle vittime del coronavirus e su certe scritte sulle autostrade: Dio c’è.
San Valentino era tornato / a Terni saliva d’un fiato / da tempo mancava quel santo / di cui ognuno invoca l’incanto /