
13 apr 2016
Il guru non c’è più, il nuovo resta
Gianroberto Casaleggio se n’è andato per un ictus, ieri a Milano, nella città in cui era venuto al mondo il 14 agosto di 61 anni fa, e i più sono venuti giù dal pero alla notizia.
Gianroberto Casaleggio se n’è andato per un ictus, ieri a Milano, nella città in cui era venuto al mondo il 14 agosto di 61 anni fa, e i più sono venuti giù dal pero alla notizia.
Venerdì scorso, la sera di Bruxelles era attraversata dagli echi di due colonne di sirene.
La primavera a Cuba è sbocciata sulle ali dell’Air force one in volo sull’Avana.
Il 19 marzo scocca, inesorabile, la festa del papà. Ci piace omaggiare il lieto giorno contando una novella di verghiana impronta. L’avventura di un povero padre. Uno dei tanti che potrebbe essere chiunque, un qualunque nessuno a specchio dei tempi, ma è uno.
È tornata una calma apparente a Ben Gardane, dopo un giorno di fuoco e una notte di coprifuoco che hanno lasciato più di cinquanta morti sul terreno. La quiete dopo la tempesta, anche se la bufera è di là da venire, in Tunisia. Col confine libico a un passo, indifeso da una barriera di filo spinato e sabbia.
Il tiro con l’arco ai Fori, con vista sul Colosseo. Dove si terrà la sfilata dei vincitori e il traguardo dei ciclisti, mentre i maratoneti passeranno sotto l’arco di Costantino. E il beach volley al Circo Massimo. È pieno di appuntamenti a dir poco esaltanti il piano per Roma 2024 presentato al Palacongressi dal comitato organizzatore dei giochi olimpici presieduto da Luca Cordero di Montezemolo.
Dopo i cinesi a Milano, i cammellati colpiscono ancora alle primarie del Pd.
Quando i sette si sono messi assieme in quel di Sarajevo, nel 2003, i bosniaci avevano ancora nelle orecchie gli echi dei colpi degli snajper appostati nei dintorni e la capitale bosniaca era zeppa di macerie.
E mò so’ cazzi. A dirlo non è la contessa, ma l’establishment del Gop – il Grand old party – come i galantuomini repubblicani chiamano sé stessi dal finire dell’‘800.
Spira un silenzio di pietra sui lastroni del monastero di santa Chiara, dove sono sepolti la gran parte dei sovrani napoletani. Compresa l’ultima famiglia regnante – Francesco II e la consorte Maria Sofia, con la figlioletta Maria Pia Cristina, morta ad appena tre mesi – lì riunita solo un trentennio fa, dopo infiniti travagli mortali e ultraterreni.